A Tivoli c'è un luogo che quasi nessuno si aspetta: non un giardino ordinato, ma una gola profonda in cui si scende. Il Parco di Villa Gregoriana occupa la valle scavata dall'Aniene appena sotto il centro storico e, in poco più di un chilometro di sentieri, riesce a mettere insieme una cascata di circa centoventi metri, resti romani, grotte naturali e una vegetazione fitta che cambia colore a ogni stagione. Oggi è un bene del FAI, il Fondo Ambiente Italiano, che lo ha recuperato dopo decenni di abbandono e riaperto al pubblico. Dalla zona di Villa Adriana dista 2 km, circa 5 minuti in auto.
Una gola, un fiume e un papa
La storia del parco comincia con un disastro. Nella prima metà dell'Ottocento una piena rovinosa dell'Aniene devastò la parte bassa della città, e papa Gregorio XVI decise di risolvere il problema alla radice: fece scavare nel Monte Catillo un doppio traforo per deviare il corso del fiume lontano dalle case. Il risultato tecnico fu un'opera idraulica notevole; quello imprevisto fu paesaggistico, perché l'acqua incanalata tornò alla luce formando la Grande Cascata, con un salto che ancora oggi resta fra i più alti d'Italia, secondo soltanto alla Cascata delle Marmore.
Intorno alla nuova cascata venne organizzato un parco romantico, con sentieri, belvedere e scalinate pensati per far scoprire il paesaggio un pezzo alla volta. È esattamente lo spirito con cui conviene visitarlo ancora oggi.
I sentieri e la Grande Cascata
Il percorso si sviluppa quasi tutto in discesa dall'ingresso alto e prevede poi una risalita: gradini scavati nella roccia, ponticelli, tratti nel bosco e improvvise aperture sulla forra. I punti di sosta più belli sono i belvedere sulla Grande Cascata, dove l'acqua cade dentro una nuvola di vapore che nelle giornate di sole disegna piccoli arcobaleni, e la discesa verso la Grotta delle Sirene e la Grotta di Nettuno, cavità naturali modellate dal fiume nel corso dei millenni.
Lungo il cammino si incontrano anche i resti della villa del console romano Manlio Vopisco, che aveva scelto questa gola come luogo di villeggiatura già nel primo secolo dopo Cristo, e vari ruderi che il parco ha lasciato volutamente immersi nella vegetazione. Non esiste un unico ordine corretto di visita, ma seguire la segnaletica evita di ripetere due volte le salite più impegnative.
Il Tempio di Vesta e il Tempio della Sibilla
La ricompensa arriva alla fine, quando il sentiero risale verso l'acropoli dell'antica Tibur. Qui si affacciano sulla gola due templi romani: il piccolo tempio rotondo tradizionalmente chiamato Tempio di Vesta, con il suo colonnato corinzio in travertino e la vista a picco sulla valle, e accanto il tempio rettangolare noto come Tempio della Sibilla, legato dalla tradizione alla figura della Sibilla Tiburtina, la profetessa che secondo il mito abitava queste acque. La loro immagine, sospesa sopra il precipizio, ha fatto il giro d'Europa per due secoli grazie ai pittori e ai viaggiatori del Grand Tour, che ne hanno fatto uno dei simboli del paesaggio italiano. Il Tempio della Sibilla dista 2,5 km dalla zona di Villa Adriana, circa 5 minuti in auto.
Come organizzare la visita
Per fare tutto il giro con calma calcolate un'ora e mezza o due. Il parco è un bene FAI e osserva giorni e orari stagionali che possono cambiare anche in base alle condizioni meteo, con chiusure precauzionali in caso di pioggia intensa: prima di mettervi in strada, controllate sempre i canali ufficiali del FAI. La stagione migliore è quella fra la primavera e l'autunno inoltrato, quando la portata dell'acqua è generosa e il bosco cambia colore; d'estate, invece, la gola resta sorprendentemente fresca ed è un'ottima meta per le ore centrali della giornata.
Un'ultima nota logistica: gli ingressi del parco si trovano su due livelli diversi, uno in basso vicino alla piazza e uno in alto, verso l'acropoli. Chi arriva in auto fa bene a informarsi su quale usare, per non trovarsi a risalire tutta la gola alla fine della visita. Dopo tutte quelle scale, sapere di avere la Tenuta i Tufari a cinque minuti, con il parcheggio interno e la bio-piscina naturale che aspetta in giardino, è un pensiero che aiuta a completare la risalita di buon umore.
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